13/10/2011
In tema di appalti pubblici, deve ritenersi che sono ammesse varianti migliorative riguardanti le modalità dell'opera o del servizio, purché non si traducano in una diversa ideazione dell'oggetto del contratto, che si ponga come del tutto alternativa rispetto a quello voluta dall’Amministrazione, e purché non vengano alterati i caratteri essenziali delle prestazioni richieste dalla lex specialis onde non ledere la par condicio tra le imprese concorrenti.
E’ legittimo il provvedimento con il quale la stazione appaltante ha escluso una ditta da una gara per l’affidamento di un appalto di oo.pp., che sia motivata con riferimento al fatto che la ditta interessata ha presentato una variante migliorativa che prevede la realizzazione di parte delle opere appaltate su suoli estranei al piano particellare d’esproprio predisposto dalla P.A. e allegato agli atti di gara; una tale difformità comporta, infatti, l’esclusione dell’offerta dell’impresa aggiudicataria.
T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. III, 27.9.2011, n. 1659
